21 Maggio 2022

Intervista a Mario Pietri di Federico Tassinari

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Intervista esclusiva a Mario Pietri fondatore di Sinerghia e Vice Presidente di Confimprese Italia

 

La guerra e i problemi per le nostre imprese. Dall’economia globale a quella regionale, gli errori strategici dell’occidente. L emergenza alimentare e il rischio di rivolte e insurrezioni.

 

Nella difficile situazione economica creata alle nostre aziende dalle sanzioni applicate alla Federazione Russa gli imprenditori italiani che lavorano da anni nell’ est europeo hanno bisogno di capire come affrontare il presente in previsione di un futuro ancora troppo incerto. Abbiamo posto alcune domande a Mario Pietri consigliere di Sinerghia e Vicepresidente di Confimpresa Italia.

 

Dr. Pietri ci racconti cos’è Sinerghia e come Confimpresa Italia sta assistendo i propri associati per la crisi del mercato russo?

L’Associazione Sinerghia Italia Russia è un’associazione non a scopo di lucro che si propone di promuovere e favorire gli scambi culturali, economici e turistici tra l’Italia e la Federazione Russa, nonché tutte le attività finalizzate al consolidamento dei rapporti tra i due paesi.

Abbiamo costituito nel 2018, dopo molti anni di lavoro e collaborazioni con altre associazioni volte allo sviluppo di relazioni bilaterali fra Italia e Russia, Sinerghia Italia Russia, considerando l’Eurasia perno essenziale per lo sviluppo economico e sociale del nostro paese e individuando nello specifico la Federazione Russa quale ponte naturale fra Europa e il continente asiatico e partner ideale con il quale sviluppare relazioni dalle implicazioni globali.

Purtroppo, l’occidente ed anche il nostro paese non ha saputo o voluto cogliere l’opportunità di una Russia che guardava con interesse sia allo sviluppo delle relazioni con l’Europa, sia con l’oriente e con la Cina.

Una Europa vittima di un anacronistico sentimento di superiorità, incapace di cogliere le opportunità che la crescita di nuovi importanti attori nel panorama politico ed economico internazionale presentava al continente europeo ed in particolare al nostro paese.

La crescente tensione con la federazione Russa, prima a seguito del progressivo allargamento della NATO ad est in dispregio degli accordi precedentemente sottoscritti, il conflitto in Giorgia del 2008, poi il conflitto libico e siriano, nel 2014 il golpe ucraino sponsorizzato dall’occidente, la successiva crisi in Crimea e la guerra, iniziata nel 2014 nel Donbass con più di 15.000 morti, le successive sanzioni occidentali e contro sanzioni russe hanno visto l’Europa ed il nostro paese diventare sempre più subalterni alle politiche anglosassoni anche quando, come nella maggioranza dei casi, palesemente dannose per le economie dei paesi europei.

Ora, con l’esplodere della crisi ucraina, le relazioni bilaterali fra il nostro paese e la Russia sono ad un minimo storico, la preoccupazione degli imprenditori è massima, come sono densissime le nuvole che si presentano all’orizzonte.

La nostra associazione sta cercando di individuare strumenti e soluzioni che possano, nel rispetto delle norme poste in atto dei due paesi, consentire di mantenere un interscambio economico vitale per le due economie.

Anche per questo saremo a Mosca nei prossimi giorni, per meglio comprendere gli spazi di operatività nei quali cercare di costruire nuove modalità di cooperazione.

Riteniamo un dovere verso gli associati di Sinerghia e Confimpresa Italia cercare di mettere in campo dei fattivi e concreti strumenti di supporto alle aziende.

Anche se molti dei progetti ai quali abbiamo lavorato negli scorsi anni, che se attuati avrebbero potuto avere una importante positiva ricaduta sull’economia del nostro paese, sono ormai sepolti, rimaniamo fiduciosi di poter svolgere un ruolo nella futura difficile ricostruzione dei rapporti bilaterali.

Ogni giorno siamo accerchiati dall’ informazione sul conflitto in Ucraina, ritiene che ci giungano notizie sempre affidabili?

Anche prima dell’esplodere di conflitto suggerivamo a tutti di sottrarsi alle narrazioni di parte dei media e delle
istituzioni occidentali, al fine di liberarsi dei tanti pregiudizi troppo spesso alimentati dalla strategia comunicativa di chi trae vantaggio diretto speculando sulle nostre paure.

Ora questa necessità è diventata prioritaria. In tutte le guerre la prima vittima è la verità e questo conflitto non solo non fa eccezione ma vede la propaganda di guerra parte centrale di una narrazione volta a alimentare il conflitto e l’odio verso il “nemico”.

Francamente trovo imbarazzante l’infimo livello raggiunto dalla nostra informazione mainstream, che a parte qualche lodevole isolata eccezione, ripete senza fare alcuna verifica quanto suggerito dalla propaganda ucraina e NATO.

Il problema è capire come l’informazione potrà in futuro mantenere la sua già ridotta credibilità, quando emergeranno palesemente le falsità ora propagandate.

Al fine di fornire un’informazione alternativa, chiaramente di parte, ho creato un sito www.mondomultipolare.com ed un canale Telegram dal quale attingere informazioni altrimenti non fruibili sui media nazionali https://t.me/mondomultipolare

I problemi dell’aumento costi, materie prime e le difficoltà di esportazione dei nostri prodotti stanno affossando migliaia di aziende italiane, quanto si potrà reggere?

Non nascondo una preoccupazione estrema per il futuro della nostra economia, in particolare del comparto produttivo manifatturiero e delle aziende energivore e dipendenti dalla importazione di materie prime. L’inflazione indotta dalla forte svalutazione dell’euro nei confronti del dollaro e dal fortissimo apprezzamento del rublo nei confronti delle monete occidentali, getta un’ombra funesta sul futuro del nostro settore industriale.

Le sanzioni si stanno rivelando un boomerang per la nostra economia, certamente rappresentano un problema anche per l’economia russa ma appare evidente il rischio che il sistema economico e finanziario occidentale possa uscire non solo sconfitto ma enormemente ridimensionato da questo conflitto.

Il dubbio è che il great reset, prospettato dai vertici del forum economico di Davos, possa trasformarsi da una possibile rinascita e rivincita del mondo produttivo occidentale sull’est e sull’asia, soluzione con costi sociali ed umani che comunque ritengo personalmente inaccettabili, in un disastro totale prima per le economie europee o poi per quelle dei paesi anglosassoni.

Il sostegno all’ Ucraina con forniture di armi e risorse economiche da Stati Uniti e Europa senza controlli, alimentando così l’idea che solo con le armi si possa giungere alle trattative di pace, porterà ad alimentare il mercato nero, frange terroristiche e malavita? Ha notizie in merito?

Sostenere di voler cercare una soluzione negoziale alla crisi è incompatibile con l’invio di armi che di fatto concorrono a prolungare il conflitto ed allontanare una soluzione negoziata.

Inoltre, sia la distribuzione indiscriminata di armi ai civili per la cosiddetta difesa territoriale sia l’elevatissimo livello di corruzione presente in ucraina non potranno che alimentare il mercato nero delle armi di cui beneficeranno criminalità organizzata ed organizzazioni terroristiche. Anche su questo punto i rischi sono enormi. I russi hanno stimato che dal 15% al 20% delle armi trasferite in Ucraina sia già ora sul mercato nero. Abbiamo visionato un video di un soldato ucraino che ha venduto per 100.000 rubli un blindato BTR e un missile atgm a soldati delle repubbliche DPR. Quindi anche su questo versante le scelte irrazionali e autolesioniste la fanno da padrone con potenziali effetti devastanti.

Siamo passati da una economia orientata verso l’esteuropeo e ben strutturata con la Federazione Russa ad un allontanamento che sta spingendo Putin fra le braccia cinesi, stiamo riuscendo a far superare divisioni storiche fra il dragone e l’orso da sempre vicini di confine ma lontani come cultura e storia…?

Senza dubbio questo è quanto sta avvenendo. La miopia passata e la cecità attuale dei vertici europei porteranno ad un declino forse irreparabile del nostro continente. Gli Usa ne trarranno un vantaggio nel breve e medio periodo. La scommessa di un crollo della Russia da utilizzare poi, come ora l’Ucraina, quale proxy di un conflitto con la Cina pare tramontata.

L’asse fra L’orso russo ed il dragone cinese determinerà, pure fra reciproche diffidenze e futuri probabili contrasti, un cambiamento epocale dell’assetto geopolitico mondiale. E l’occidente come ho detto prima ne uscirà fortemente ridimensionato. Il mercato delle valute che vedranno il loro valore correlato all’economie dei paesi ed al valore delle materie prime portare ad una, non so quanto graduale, sostituzione del dollaro quale moneta di riferimento internazionale. Per l’euro il futuro potrebbe essere molto più nero.

Con le sue fonti di informazione e la sua esperienza quale previsione può fare sul futuro geopolitico che ci attende?

Ho anticipato qualcosa della mia visione nelle risposte precedenti. Chiaramente in una situazione tanto fluida con un enorme numero di variabili è impossibile fare previsioni certe. Ritengo che il mondo passerà da un’economia globalizzata ad una economia di globalizzazione regionale, dove il ruolo dei paesi che dispongono di materie prime e cibo diventerà sempre più predominante. Temo che ad esempio le problematiche che dovremo affrontare per la carenza di cibo porteranno a rivolte, rivoluzioni e guerre civili. Il nord africa è a rischio, così come parte del continente asiatico. L’Europa terreno di confronto e scontro vedrà gravissimi stravolgimenti. Ora dobbiamo osservare quanto potrebbe avvenire nei Balcani.

L’eventuale ingresso del Kossovo nella NATO rappresenterebbe altra benzina sul fuoco di un conflitto globale che potrebbe sfuggire di mano. In asia il Pakistan, con il regime change organizzato dagli Usa, potrebbe rappresentare un altro punto di grandissima tensione. Francamente credo che l’occidente stia scherzando con il fuoco e stia innescando una serie di conflitti e situazioni di crisi che potrebbero travolgere l’esistenza di miliardi di persone e di fatto distruggere l’occidente cosi come lo abbiamo conosciuto dalla fine della seconda guerra mondiale.


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Mario Pietri

Mario Pietri

Pietri Mario, libero professionista, fondatore dell'associazione Sinerghia Italia Russia, Vicepresidente nazionale di Confimpresa Italia con delega ai rapporti con la Federazione Russa, appassionato di geopolitica ed economia.

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